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La Storia di Costa Serina

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Costa Serina rappresenta, per popolazione, il terzo comune della Valle Serina, e si compone di quattro frazioni: Costa Serina (che ne è appunto il capoluogo), Ascensione, Trafficanti ed Ambriola. Nel corso della storia si sono susseguite, in tempi più o meno recenti, varie vicende che lo hanno portato alla sua denominazione ed alla sua composizione attuale. Il territorio si estende per kmq 12,12, mentre la zona abitata è compresa fra i 430 e i 900 metri sul livello del mare, ma con il monte Suchello si giunge fino ai 1541 m.

Le più antiche tracce della presenza dell’uomo riguardano essenzialmente alcuni ritrovamenti nelle grotte di Aviatico, risalenti circa al 4° millennio a.C., anche se con ogni probabilità non si trattava di insediamenti stabili, in quanto la nostra zona non era raggiungibile attraverso l’attuale passaggio degli “Strécc” sopra Ambria, aperto soltanto nel 1873. Si trattava invece di un fondamentale luogo di transito che collegava la Valle Seriana alle miniere di Dossena.

Vi è però la certezza, dal 1° secolo a.C., di un’organizzazione sommaria del territorio delle nostre valli, con Bergamo municipio, realizzata dai Romani e rafforzata dagli Etruschi in seguito.

Si parla per la prima volta di Costa Serina soltanto nel 1186, in un documento relativo all’investitura di un certo monte Cornella (vicino all’Arera), concessa dal Vescovo Guala ad alcuni abitanti di Bracca, Costa, Sambusita e Lepreno, ed eseguita dall’allora prete della Costa, Giovanni Asìno.

Seguì poi l’epoca dei Comuni, e fu proprio in questo periodo che il nostro paese acquisì una certa importanza: fin dal 1210 si trova citata la Contrada, o il Comune di Sambusita, che era chiamata Costa, o Costa di Sambusita. Per tutto il 1200 e il 1300 fu l’abitato più importante della Valle Brembana Superiore, come veniva chiamata la Val Serina.

In questa prima fase dell’epoca comunale, oltre a Dossena, furono Lepreno e Costa i primi a darsi uno statuto comunale, costituendo due raggruppamenti: con Lepreno erano collegati Serina, Frerola, Pagliaro, Bracca e Cornalta; Costa comprendeva Sambusita e Rigosa: non si parla ancora di Ascensione, Trafficanti e Ambriola, ma nella Costa di Sambusita era compreso tutto il territorio a sinistra del torrente Serina.

Nel corso del ’400, con l’avvento della Repubblica Veneta, il territorio venne riorganizzato: fu stabilito un Vicario a Serina, e fu allora che la Costa iniziò ad essere chiamata Costa di Serina.

Il documento scritto più importante che ci rimane dal dominio veneto è un resoconto del 1596 del capitano di Bergamo Giovanni da Lezze, indirizzato al Senato. In esso viene descritta anche la Costa, con le sue contrade: “Costa di Sopra, Algua, Algazio, L’Ambria, Salmeza, Taiada, Canto, Salvin, Ruspin, Fondria, Comolta, Piaza, Nespel. Vi sono 210 famiglie con 881 abitanti. Si parla poi di boschi e pascoli goduti in uso comune sul monte Suchello, mentre quelli della Val Pagana sono propri del comune.

La peste del 1630 fu particolarmente dannosa per la Valle Brembana Superiore, che secondo quanto riportato in un vecchio manoscritto “corse pericolo di restare spopolata e quasi deserta”. Tra i paesi della nostra zona, la Costa pago il tributo di morte più di tutti. La sua popolazione uscì dimezzata da questa catastrofe: morirono a causa della peste 334 persone e ne rimasero in vita 329.

Nel XVIII secolo fu definita nel Comune di Costa Serina una nuova struttura di governo. Nel 1753 entrò infatti in vigore l’ultima edizione degli Statuti nel periodo della Repubblica Veneta, una copia dei quali è stata ritrovata nel 1972 in una cassapanca di proprietà di Angelo Gherardi del Predasso di Ascensione.

Nel periodo che va dalle Guerre di indipendenza alle due Guerre mondiali, anche il nostro comune fu pienamente coinvolto nelle vicende che riguardavano direttamente l’Italia. Non mancarono nella zona persone che aderivano alla Carboneria nel periodo pre-unitario, in contrapposizione al dominio austriaco.

Ai lutti e alle sofferenze della Guerra del ’14-’18, che erano riecheggiati anche nelle nostre contrade, si aggiunsero gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale, che vide allontanarsi dalle nostre valli molti giovani alla volta del fronte. Ma i nostri paesi svolsero un ruolo fondamentale durante la lotta partigiana, rivelandosi rifugi ideali per chi si voleva nascondere, per il solo fatto di essere piuttosto isolati.

Durante il ’900 il nostro comune ha vissuto vicende un po' particolari. Nel periodo fascista la figura del sindaco venne sostituita da quella del podestà, il primo dei quali fu Camillo Bianzini, nel 1927, anno in cui il Comune accorpò anche i territori di Bracca, Rigosa e Frerola, denominandosi Comune di Bracca di Costa Serina. Questa denominazione e questi confini furono mantenuti fino a dopo la guerra, e precisamente fino al 1961, anno di costituzione del nuovo Comune di Costa Serina.

Da allora, le varie amministrazioni che si susseguirono provvidero alla realizzazione di servizi e infrastrutture indispensabili per la popolazione, e che in altri paesi e in città rappresentavano oramai da tempo una realtà.

Fu costruito allora l'acquedotto comunale, suddiviso in una una serie di serbatoi, che attingono a sorgenti diverse. Furono rinnovati anche gli impianti elettrici delle abitazioni e realizzati quelli delle strade. Poi venne il momento della nuova strada Algua - Costa Serina, di chilometri 5,5, terminata nel 1965. Fu davvero un grande cambiamento per la vita del paese, non solo per gli abitanti, ma pure per chi veniva da fuori: turisti, villeggianti, gente di passaggio.

L'organizzazione scolastica era un altro settore da curare maggiormente. Costa Serina non aveva una particolare tradizione in questo campo. La scuola materna non esisteva. La scuola elementare, spesso con pluriclassi, era male alloggiata. Gli insegnanti venivano da lontano, salendo a piedi da Algua. Anche l'introduzione obbligatoria della scuola media aveva visto frequenti cambiamenti nella sistemazione, con difficoltose dislocazioni sul territorio. Così venne costruito alla fine degli anni ’70 un nuovo edificio scolastico, moderno e funzionale, che accoglie tuttora i ragazzi, dalla scuola materna alla scuola media.

Alla realizzazione di tutti questi servizi fece seguito il recente sviluppo edilizio di Costa Serina, non tanto in funzione degli abitanti originari, quanto alla domanda di soggiorni stagionali. Il discorso demografico è infatti piuttosto complesso. Vi è stata una forte diminuzione nella popolazione residente in questi ultimi 50 anni. Nel 1951 si contavano 1.560 abitanti, che sono scesi a 994 nel 1971 e a 888 nel 1991. I nuclei familiari residenti sono 341, con le relative 341 abitazioni. Ma vi sono inoltre ben 1.134 abitazioni di non-residenti, cioè case di soggiorno temporaneo per persone e famiglie che arrivano dalla pianura, da Bergamo, da Milano e oltre.

 

     
 

 

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