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La Storia di Costa Serina |
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Le più antiche tracce della presenza dell’uomo riguardano essenzialmente alcuni ritrovamenti nelle grotte di Aviatico, risalenti circa al 4° millennio a.C., anche se con ogni probabilità non si trattava di insediamenti stabili, in quanto la nostra zona non era raggiungibile attraverso l’attuale passaggio degli “Strécc” sopra Ambria, aperto soltanto nel 1873. Si trattava invece di un fondamentale luogo di transito che collegava la Valle Seriana alle miniere di Dossena. Vi è però la certezza, dal 1° secolo a.C., di un’organizzazione sommaria del territorio delle nostre valli, con Bergamo municipio, realizzata dai Romani e rafforzata dagli Etruschi in seguito. Si parla per la prima volta di Costa Serina soltanto nel 1186, in un documento relativo all’investitura di un certo monte Cornella (vicino all’Arera), concessa dal Vescovo Guala ad alcuni abitanti di Bracca, Costa, Sambusita e Lepreno, ed eseguita dall’allora prete della Costa, Giovanni Asìno. Seguì poi l’epoca dei Comuni, e fu proprio in questo periodo che il nostro paese acquisì una certa importanza: fin dal 1210 si trova citata la Contrada, o il Comune di Sambusita, che era chiamata Costa, o Costa di Sambusita. Per tutto il 1200 e il 1300 fu l’abitato più importante della Valle Brembana Superiore, come veniva chiamata la Val Serina. In questa prima fase dell’epoca
comunale, oltre a Dossena, furono Lepreno e Costa i primi a darsi uno
statuto comunale, costituendo due raggruppamenti: con Lepreno erano
collegati Serina, Frerola, Pagliaro, Bracca e Cornalta; Costa
comprendeva Sambusita e Rigosa: non si parla ancora di Ascensione,
Trafficanti e Ambriola, ma nella Costa di Sambusita era compreso tutto
il territorio a sinistra del torrente Serina. Nel corso del ’400, con
l’avvento della Repubblica Veneta, il territorio venne riorganizzato:
fu stabilito un Vicario a Serina, e fu allora che la Costa iniziò ad
essere chiamata Costa di Serina. Il documento scritto più importante che ci rimane dal dominio veneto è un resoconto del 1596 del capitano di Bergamo Giovanni da Lezze, indirizzato al Senato. In esso viene descritta anche la Costa, con le sue contrade: “Costa di Sopra, Algua, Algazio, L’Ambria, Salmeza, Taiada, Canto, Salvin, Ruspin, Fondria, Comolta, Piaza, Nespel. Vi sono 210 famiglie con 881 abitanti. Si parla poi di boschi e pascoli goduti in uso comune sul monte Suchello, mentre quelli della Val Pagana sono propri del comune. La peste del 1630 fu particolarmente dannosa per la Valle Brembana Superiore, che secondo quanto riportato in un vecchio manoscritto “corse pericolo di restare spopolata e quasi deserta”. Tra i paesi della nostra zona, la Costa pago il tributo di morte più di tutti. La sua popolazione uscì dimezzata da questa catastrofe: morirono a causa della peste 334 persone e ne rimasero in vita 329. Nel XVIII secolo fu definita nel
Comune di Costa Serina una nuova struttura di governo. Nel 1753 entrò
infatti in vigore l’ultima edizione degli Statuti nel periodo della
Repubblica Veneta, una copia dei quali è stata ritrovata nel 1972 in
una cassapanca di proprietà di Angelo Gherardi del Predasso di
Ascensione. Nel periodo che va dalle Guerre di indipendenza alle due Guerre mondiali, anche il nostro comune fu pienamente coinvolto nelle vicende che riguardavano direttamente l’Italia. Non mancarono nella zona persone che aderivano alla Carboneria nel periodo pre-unitario, in contrapposizione al dominio austriaco. Ai lutti e alle sofferenze della Guerra del ’14-’18, che erano riecheggiati anche nelle nostre contrade, si aggiunsero gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale, che vide allontanarsi dalle nostre valli molti giovani alla volta del fronte. Ma i nostri paesi svolsero un ruolo fondamentale durante la lotta partigiana, rivelandosi rifugi ideali per chi si voleva nascondere, per il solo fatto di essere piuttosto isolati. Durante il ’900 il nostro comune
ha vissuto vicende un po' particolari. Nel periodo fascista la figura
del sindaco venne sostituita da quella del podestà, il primo dei quali
fu Camillo Bianzini, nel 1927, anno in cui il Comune accorpò anche i
territori di Bracca, Rigosa e Frerola, denominandosi Comune di Bracca di
Costa Serina. Questa denominazione e questi confini furono mantenuti
fino a dopo la guerra, e precisamente fino al 1961, anno di costituzione
del nuovo Comune di Costa Serina. Da allora, le varie amministrazioni che si susseguirono provvidero alla realizzazione di servizi e infrastrutture indispensabili per la popolazione, e che in altri paesi e in città rappresentavano oramai da tempo una realtà. Fu costruito allora l'acquedotto
comunale, suddiviso in una una serie di serbatoi, che attingono a
sorgenti diverse. Furono rinnovati anche gli impianti elettrici delle
abitazioni e realizzati quelli delle strade. Poi venne il momento della
nuova strada Algua - Costa Serina, di chilometri 5,5, terminata nel
1965. Fu davvero un grande cambiamento per la vita del paese, non solo
per gli abitanti, ma pure per chi veniva da fuori: turisti,
villeggianti, gente di passaggio. L'organizzazione scolastica era un altro settore da curare maggiormente. Costa Serina non aveva una particolare tradizione in questo campo. La scuola materna non esisteva. La scuola elementare, spesso con pluriclassi, era male alloggiata. Gli insegnanti venivano da lontano, salendo a piedi da Algua. Anche l'introduzione obbligatoria della scuola media aveva visto frequenti cambiamenti nella sistemazione, con difficoltose dislocazioni sul territorio. Così venne costruito alla fine degli anni ’70 un nuovo edificio scolastico, moderno e funzionale, che accoglie tuttora i ragazzi, dalla scuola materna alla scuola media. Alla realizzazione di tutti questi
servizi fece seguito il recente sviluppo edilizio di Costa Serina, non
tanto in funzione degli abitanti originari, quanto alla domanda di
soggiorni stagionali. Il discorso demografico è infatti piuttosto
complesso. Vi è stata una forte diminuzione nella popolazione residente
in questi ultimi 50 anni. Nel 1951 si contavano 1.560 abitanti, che sono
scesi a 994 nel 1971 e a 888 nel 1991. I nuclei familiari residenti sono
341, con le relative 341 abitazioni. Ma vi sono inoltre ben 1.134
abitazioni di non-residenti, cioè case di soggiorno temporaneo per
persone e famiglie che arrivano dalla pianura, da Bergamo, da Milano e
oltre. |
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