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Può sembrare un modo un po’ strano di trascorrere qualche giorno di
ferie, ma non per questo lo si può considerare meno bello o meno
interessante.
Ogni anno nel periodo primaverile, la sezione bergamasca dell’UNITALSI
(Unione Nazionale Italiana per il Trasporto degli Ammalati a Lourdes e
Santuari Internazionali) organizza un pellegrinaggio a Lourdes della
durata di una settimana. L’intero viaggio viene affrontato in treno, e
dura davvero parecchio: quest’anno sedici ore all’andata e quasi venti
al ritorno.
Così come l’anno scorso, anche quest’anno Costa Serina ha dato il suo
contributo in termini di persone che hanno preso parte al pellegrinaggio
nel ruolo di volontari per accompagnare gli ammalati.
E’ la prima volta che partecipo a questa iniziativa, e devo dire che mi
ha entusiasmato tantissimo, molto più di quelle che erano le mie
aspettative.
Non voglio soffermarmi troppo a parlare dell’aspetto spirituale,
soprattutto perché credo che un semplice racconto della propria
esperienza non basti a descrivere quello che si prova a vivere una
simile atmosfera. Posso dire però che questo viaggio mi ha reso in
qualche modo più credente, mi ha dato delle conferme nella fede. E a
chiunque sia stato anche solo per una volta sfiorato dall’idea di andare
a Lourdes, raccomando di andarci, perché ne vale veramente la pena.
Passando a descrivere gli aspetti un po’ più materiali, sono rimasto
veramente colpito dalla bellezza e dalla quantità di basiliche, santuari
e “costruzioni sacre” presenti a Lourdes, e di conseguenza dalla
indescrivibile quantità di fedeli sempre presenti ad ogni celebrazione e
funzione. Particolarmente suggestiva è la Basilica sotterranea San Pio
X, lunga 200 metri e larga 80, e in grado di accogliere al proprio
interno tra 20.000 e 25.000 persone.
Ciò che in questa esperienza merita un discorso a parte è secondo me
l’aspetto del volontariato, forse quello in grado di coinvolgere ed
emozionare maggiormente. Il fatto di accompagnare un ammalato su una
sedia a rotelle ad una funzione religiosa fa sentire appagati ed utili
al prossimo, soprattutto nel vedere la felicità e la gratitudine delle
persone aiutate.
La condivisione di queste giornate di lavoro con altre persone che
vengono da paesi, mentalità e abitudini di vita simili od opposte aiuta
tantissimo le persone a sentirsi più unite, come fratelli e sorelle.


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